Matteo Valente / Bauzaar

Matteo Valente / Bauzaar
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Matteo Valente, Co-founder e Responsabile Marketing di Bauzaar, ci racconta com'è nato il primo negozio online specializzato nella vendita di cibo di alta qualità per cani e gatti.

[Intervista di Roberta Ranzani]
Parole: 1.222 | Tempo di lettura: 5 minuti

Qual è stato il vostro percorso formativo e lavorativo prima di intraprendere questa attività?

Sia io che Domenico, Co-founder di Bauzaar, abbiamo frequentato la stessa università, laureandoci entrambi in Economia. Ci conoscevamo da anni e siamo sempre rimasti in contatto. Nonostante per motivi di lavoro ci siamo dovuti separare, io a Berlino e lui a Milano, quando ci è venuta l'idea di dedicarci all'e-commerce per i pet, ci siamo entrambi illuminati e abbiamo deciso di abbandonare la strada dei "dipendenti" e di creare qualcosa di nostro, che dipendesse esclusivamente da noi e dalle nostre capacità, da quanto siamo disposti a metterci in gioco e quindi a sacrificarci.

Cosa vi ha spinto a creare questa start up? 

Ci ha spinto la voglia di provare, di scegliere un'idea che potesse essere la più vincente tra tutte quelle che ci era capitato di avere tra le mani. Non c'è un unico motivo che ci ha spinti a intraprendere quest’avventura. È un insieme di fattori: la bellezza del settore, dell'industria, un mercato estremamente interessante sia in termini di numeri che in termini di velocità di crescita e, soprattutto, come anticipato prima, la voglia di metterci in discussione. Ci sono stati dei driver sia economici, legati al mercato stesso, sia dei driver un po' più ascetici e spirituali legati alla voglia di intraprendere una nuova avventura e di sperimentare cose nuove.

Quando e com’è nato Bauzaar?

Bauzaar nasce il 13 dicembre del 2012. Da dicembre a giugno abbiamo lavorato con una web agency che ci ha aiutato a sviluppare la piattaforma. Questa è stata la prima era di Bauzaar. Poi ci siamo accorti che, avendo esternalizzato tutte le tematiche legate alla tecnologia e non sapendo gestire autonomamente le questioni legate all'informatica, il gioco sarebbe diventato difficile. Così abbiamo portato all'interno della società due ragazzi specializzati nello sviluppo di piattaforme online, Andrea e Claudio, con i quali abbiamo ristrutturato interamente l'attuale piattaforma Bauzaar. Questo ci ha permesso di avere la piena trasparenza e il pieno controllo di tutto quello che avviene all'interno della piattaforma, cosa che ovviamente con una web agency esterna sarebbe stata molto più difficile, anche perché a un certo punto i costi esplodono.

Com'è venuta l'idea? 

Quando entri nell'ottica di voler cercare un business, cominci a vedere il mondo in modo diverso, inizi a chiederti un milione di cose e a cercare ovunque un'idea. L'idea di fondo di Bauzaar nasce da un viaggio che io e Domenico abbiamo fatto in America. Mentre eravamo a casa dello zio di Domenico, è arrivato un pacco di cibo per cani. Noi ci siamo subito chiesti se stesse acquistando cibo per cani online e lui ci ha risposto che non solo acquistava cibo per cani online, ma se lo faceva spedire ogni tre settimane direttamente a casa. La cosa sorprendente è che lui non faceva un ordine online ogni tre settimane, ma con il primo ordine aveva già deciso la frequenza di spedizione. Non si preoccupava più di acquistare il cibo per il suo cane, perché sapeva che mangiava circa 500 grammi di crocchette al giorno e quindi il calcolo era facile. Il punto di forza del servizio era quindi la spedizione organizzata ed è quello su cui noi puntiamo con Bauzaar. L'idea è nata quindi osservando il mercato americano e abbiamo valutato che, tra tutte le idee che avevamo tra le mani, questa era quella vincente.

Quali difficoltà avete dovuto affrontare nel creare Bauzaar?

La primissima difficoltà è stata innanzitutto dover accettare le decisioni che si erano prese in passato e che in quel momento si erano rivelate non ottimali. L'essere partiti senza avere un tecnico specializzato nella gestione della piattaforma di Bauzaar ci aveva messo nelle condizioni di non avere il pieno controllo del nostro business. Il secondo problema è stato quello di dover creare il team che avrebbe seguito il progetto, cosa che tuttora stiamo facendo, perché in questa fase di crescita si lavora con budget abbastanza compressi, quindi una stessa persona si trova a dover fare più cose di quelle che normalmente dovrebbe gestire. Bisogna imparare a ottimizzare il tempo in ogni singolo momento.

E per quanto riguarda il reperimento dei fondi?

Siamo partiti con una quota d’investimento iniziale mia e di Domenico, quindi sono state le nostre famiglie ad appoggiare questa nostra "pazzia". Successivamente, nel momento in cui abbiamo cominciato a crescere e a toccare con mano quello che era l'interesse del mercato, abbiamo deciso di mettere la testa fuori dall'ufficio e andare a fare un po' di pitching in giro per l'Italia, suscitando l'interesse di eBoox e H-FARM, che hanno deciso di investire in Bauzaar.

In che cosa consiste Bauzaar? 

Bauzaar è uno shop online per acquistare cibo per cani e gatti, scegliendo se ricevere l'ordine una sola volta oppure organizzare le spedizioni, definendo la frequenza di consegna e la data d’inizio.

Cosa vi fa guadagnare?

Innanzitutto, come tutti gli shop online, quello che ci fa guadagnare è il volume d'affari, ma nel nostro modello di business il fatto di avere dei clienti che decidono di organizzare con noi le spedizioni ci mette nelle condizioni di non dovere "comprare" il cliente alla sua seconda ricorrenza, perché il costo di marketing per acquistare il cliente si sostiene una sola volta.

Cosa vi permette di differenziarvi dai vostri competitor? 

Per quanto riguarda il servizio di spedizione organizzata siamo i primi in Italia. Ci sono player europei che però non hanno il servizio della spedizione organizzata. Il nostro punto di forza è proprio questo, perché ci permette con un solo ordine di fidelizzare il cliente e tenerlo con noi per sempre.

Quante persone lavorano nella vostra azienda e di cosa si occupano? 

In questo momento siamo in sette. Io sono il responsabile del marketing e seguo le tematiche di performance marketing. Monica si occupa di comunicazione social e gestisce Pinterest, Facebook, Youtube e Twitter. Marianna si occupa della gestione del blog e delle PR. Domenico, invece, si occupa delle attività di approvvigionamento e di corporate finance. Andrea, il nostro lead software developer, si occupa dello sviluppo della piattaforma. Claudio, il CTO, si occupa dell'integrazione dei sistemi delle diverse piattaforme e delle soluzioni tecnologiche che stiamo utilizzando. Infine Nicola si occupa della gestione del magazzino e del flusso fisico e informativo legato agli ordini.

Che consigli daresti a chi vuole aprire una start up ma teme di fallire? 

Se temi di fallire, fallirai aprioristicamente. La cosa fondamentale è avere una visione. Poi bisogna eliminare tutte le credenze negative. Se già riesci a fare queste due cose, sei già a metà strada. Tuttavia bisogna darsi dei tempi: se entro due anni non sei ancora riuscito a decollare, allora abbandona l'idea. Bisogna sapere fallire, perché fallire fa bene ed è naturale. Fa parte della natura umana, non tutte le ciambelle escono con il buco. Saper fallire è la peculiarità dell'imprenditore. Parlo di imprenditore perché il termine start-up è ormai inflazionato. Per lo Stato Italiano il giorno in cui vai a firmare dal notaio sei un'azienda come tante altre. Una start-up è comunque un'impresa e un imprenditore deve sapere calcolare tutti i costi, i rischi, i benefici, motivare il team e motivare se stesso, senza perdere mai la grinta e il grip verso ciò che sta facendo.

Progetti per il futuro?

Abbiamo in progetto di ampliare le categorie merceologiche, perché per ora siamo attivi solo sul cibo secco, umido e snack. Successivamente, se i risultati saranno positivi, vorremmo iniziare un piano d’internazionalizzazione, spingendoci all'estero.

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